Secondo molti l’odierno nome “birra”, sia in italiano che nella maggior parte delle lingue straniere, è da ricondursi alla parola protogermanica beuwoz, ovvero orzo. L’aspetto visivo di questa birra è caratterizzato da un colore giallo intenso e da una schiuma bianca e persistente. La dolcezza del caramello, combinata con i sentori delle note fresche ed erbacee dei luppoli tedeschi, lasciano un’incredibile sensazione al palato. Da il meglio di sé con formaggi a media e lunga stagionatura, salumi, carni rosse e selvaggina.

Nel piccolo paese di Loppeglia sorge Villa Mansi, dimora appartenuta anche al dotto lucchese Giovan Lorenzo Malpigli, nella quale si tenevano gli incontri dell’adunanza, prevalentemente letteraria, da lui fondata nel 1585: l’Accademia degli Oscuri. Birra scura, che rispecchia l’antico stile inglese delle Brown Ale: il sapore è caratterizzato da grani torrefatti e da malti tostati, che conferiscono alla birra note di caffè e caramello. Il tono del luppolo è moderato, così da enfatizzare la dolcezza derivante dal malto. Abbinabile soprattutto con dolci al cucchiaio,  pasticceria secca e frutta secca.

Birra dal colore dorato carico, con un lieve aroma di cereale che apporta dolcezza alla bevuta. Ciò che la caratterizza sono però le domaninati note tropicali, agrumate e resinose dei luppoli Americani che si intrecciano a quelle di frutta matura e spezie, derivante dai tipici lieviti di stampo Belga usati per la fermentazione. Il nome è un omaggio alla monaca e naturalista Hildegard von Bingen, che grazie ai suoi studi sulle varie proprietà dell’ Humulus Lupulus ne accellerò il suo impiego nella birrificazione in tutto il mondo. Da provare come accompagnamento ad un risotto di verdure, arrosti e formaggi a media stagionatura.

Interpretazione degli stili abbaziali, questa birra si presenta di colore ambrato, corposa e di forte contenuto alcolico. Denota note maltose, frutta disidratata, caramello e crosta di pane a media e lunga cottura. Dolcezza ben bilanciata da un importante apporto di luppoli, che donano sentori fruttati ed erbacei. Il nome deriva dalla monaca naturalista Hildegard von Bingen, la quale studiò le proprietà del luppolo e ne accellerò il suo impiego. Da provare con carni rosse, selvaggina, formaggi e salumi stagionati, pasticceria secca.

Era la metà dell’ 800 quando Carlo Ludovico di Borbone, Duca di Lucca, per risanare l’economia del ducato, si affidò all’esperienza di un mastro birraio transalpino.

Birra di colore dorato, brassata con 100% malto Vienna, il quale apporta note dolci di crosta di pane, biscotto e miele. La luppolatura è leggera. Consigliata con primi di pesce, risotti, fritture e carni bianche.

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Birra dal colore paglierino chiaro, mediamente carbonata e rinfrescante. Prodotta con una percentuale di granturco Formenton della Garfagnana che dona, ad inizio bevuta, una piacevole sensazione di cereali e pane fresco. La dolcezza del mais e dell’orzo lasciano spazio, sul finale, alle note amaricati, fruttate e balsamiche dei luppoli generosamente adoperati.

Da provare con fritture di verdure, crudità di pesce, tartare di carne e formaggi freschi.

Il granturco Formenton è un antica varietà di mais tipica della Garfagnana, caratterizzato da pannocchie composte da otto file di chicci. Tutte le procedure di semina, raccolta, pulizia e macinatura vengono eseguite a mano, con antiche tecniche e senza uso di diserbanti e simili. Pochissimi ormai i produttori in Lucchesia che coltivano questa tipologia di cereale.